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“Mano Tesa al
Bangladesh”....un percorso lungo sei anni
E' il luglio del 2004
quando avviene l'incontro quasi casuale tra il missionario del PIME
padreGregorio Schiavi e Oliviero Masseroli. Un incontro che da li in
poi cambierà moltecose
nelle loro vite.
In previsione di una
visita in Bangladesh e alla realtà dei villaggi di padre Gregorio, prendono
il via le prime iniziative di raccolta aiuti e di sensibilizzazione,
mirati a far conoscere le difficoltà di quel lontano paese.
Per oltre un anno “Mano tesa al Bangladesh”, questo è il
nome dato all'iniziativa di aiuti, organizza incontri e serate in
molti paesi dell'alta valle Seriana dove vengono coinvolte scuole,
asili, associazioni di volontariato cosi come privati e commercianti.
Il risultato finale dei
fondi raccolti va ben oltre le aspettative e le previsioni.
Nel febbraio del 2006 sono
pronto a partire assieme ad altri 9 amici. Con noi la cifra raccolta
di 15000 €. Ne valeva veramente la pena.
Sono state spese molte
energie,ma il risultato premia tutti gli sforzi messi in campo
Arrivati laggiù in
quei lontani villaggi del nord dopo una prima visita alla realtà
tribale, abbiamo individuato assieme a padre Gregorio quali erano le
priorità di intervento. Vi era una grande necessità di
costruire pozzi per l'acqua in tanti, tanti villaggi, cosi come
l'esigenza di sostenere i costi degli studi di molti ragazzi e
ragazze tribali, altrimenti senza possibilità.
C'era anche bisogno di un
aiuto per cure mediche ed ospedaliere. I costi erano molto contenuti
e quasi irrisori, ma le situazioni che avrebbero risolto, di una
certa gravità.
Si comincia cosi ad
attivare in diversi villaggi i cantieri per la realizzazione di oltre
100 pompe meccaniche, per portare l'acqua in superficie. Un aiuto
capace di cambiare la vita a centinaia di famiglie.
Il mio ritorno nel
novembre del 2006 mi permette di veder realizzate le opere messe in
cantiere e di incontrare le popolazioni di questi villaggi.
Grande è il loro
grazie e grande e avvertibile il grande bisogno di proseguire il
percorso intrapreso. Emerge chiara dentro di me la convinzione che
non si puo considerare esaurita l'esperienza Bangladesh.
Li c'è tanto
bisogno del nostro sostegno e chiudere gli occhi non è
possibile.
Era come se un filo
invisibile mi unisse a loro.
Nel marzo del 2007 ritorno
per la terza volta e trovo migliaia di persone pronte a stringermi la
mano e a portarla sul cuore. E' cosi che loro salutano e il gesto
sottolinea l'importanza dell'incontro. Il mio ritorno comincia a
rendere famigliare la mia presenza anche se in molti si chiedono il
perchè.
Laggiù o si è
missionari o ci si limita l'esperienza di un viaggio e ad una sola
visita.
Era la prima volta nella
mia vita che sentivo un disperato grido di aiuto, senza che nessuno
aprisse bocca e nessuno usasse parole.
Gli aiuti di “Mano tesa
al Bangladesh” proseguono grazie alla sensibilità di tanti
amici e conoscenti, in molte sale cinematografiche vengono proiettati
filmati che hanno la finalità di sensibilizzare e promuovere
il progetto di “Mano Tesa al Bangladesh”.
Negli ultimi mesi del 2007
riparto per il mio quarto viaggio.
Un ritorno che mi lega ancora di piu a quella povera quanto straordinaria realtà.
S continua cosi con la costruzione dei pozzi. Ci sono urgenti richieste di aiuti per poter garantire un po di cibo a famiglie in grave difficoltà.
Gli aiuti si rivolgono anche a chi chiede una possibilità di lavoro e dove è possibile si cerca di farvi fronte con l'acquisto di alcuni ritsckho.
Viene messa in cantiere anche l'apertura di una piccola bottega di barbiere dove troveranno lavoro 5 ragazzi tribali. Non si tratta di assistere in modo sterile, ma di interagire per creare opportunità che possano avere un futuro.
Dove è possibile si da un aiuto per la sitemazione dei tetti danneggiati dalla stagione dei monsoni.
Si da il via anche alle prime realizzazioni di gabinetti in muratura, dove prima c'era il nulla, se non i campi circostanti.
Il 2008 è un anno decisivo per il progetto "Mano tesa al Bangladesh" che comincia a mettere in cantiere progetti autogestiti. L'esperienza degli ultimi anni ci permette di affrontare con consapevolezza e con giusta misura nuove forme di aiuti che cominceranno ad interagire con le famiglie locali. Una forma diretta che sarà capace di mettere in cantiere con successo nuovi progetti di aiuto nel distretto di Rangpur.
La collaborazione con padre Gregorio è sempre stretta e molto produttiva, ma c'è bisogno di noi anche dove lui non puo arrivare per via delle distanze. Si avviano i primi contatti con la realtà tribale Oraun di Boldipukur e si scopre un bisogno di aiuto che non possiamo ignorare.
Per ben due volte ritorno in Bangladesh, nel mese di luglio e dicembre.
La percezione di grande difficoltà che molte famiglie incontrano dal punto di vista dell'alimentazione mi fa pensare che bisogna agire in quella direzione.
Impossibile chiudere gli occhi di fronte a quella che è un emergenza reale e visibile in tanti villaggi. Bisogna fare qualcosa!
Per quello che ci sarà possibile, grazie a quanto raccolto, andremo ad essere di aiuto in molte , molte case.
Nei primi mesi del 2009 nasce, grazie all'idea di alcuni amici in Panoramio ( una comunità di appasionati di fotografia geolocalizzata ) nasce "AID to Bangladesh GAP" - gruppo amici Panoramio. Una grande opportunità di collaborazione per "Mano tesa al Bangladesh" che vedrà ben 70 autori muovere le proprie energie per raccogliere aiuti per quel lontano paese.
Un movimento spontaneo che ha come obbiettivo la realizzazione di pozzi per l'acqua e l'acquisto di riso per le famiglie in difficoltà che non possiedono terra da coltivare.
Verranno raccolti 3500 euro che nel mese di luglio porterò con me laggiù.
E' il mio settimo viaggio in Bangladesh e vedere trasformati gli aiuti raccolti in Italia in 25 quintali di riso, da distribuire a 62 famiglie, è la piu grande delle emozioni. Sarà possibile realizzare nuovi pozzi in villaggi oltre il fiume Tangoon , nell'area di Podotola, sul confimne con l'India.
Aiuti che sapranno garantire sostegno anche a studenti delle superiori ed universitari. Impossibile per tante famiglie tribali dare opportunità di studio ai propri ragazzi e ragazze.
Grande è l'entusiasmo degli amici Gap Panoramio.
Nasce cosi la coscienza di poter dare seguito a tutte queste energie positive.
Nell'autunno del 2009 riparte per la seconda volta la catena di aiuti . Gap "Mano tesa al Bangladesh" si mobilità per una seconda raccolta di fondi. E' importante che il nostro messaggio di aiuto arrivi in tante case e la mobilitazione varca i confini per far arrivare il nostro messaggio umanitario in tanti paesi del mondo.
Solo cosi si puo avere coscienza che ci sono popoli che soffrono e che hanno bisogno di noi.
Chiudere gli occhi non è piu possibile.
Tanti amici fanno pervenire il loro sostegno fino a raggiungere la cifra di 3400 euro a cui si aggiungono gli aiuti di amici esterni a panoramio. Posso cosi partire per il mio settimo viaggio in Bangladesh con la possibilità di acquistare ben 28 quintali di riso per i villaggi tribali del nord dando un consistente sostegno a 60 famiglie.
Nel villaggio di Kuelani si costruiscono , sempre con gli stessi fondi 20 pozzi per l'acqua, muniti di pompa meccanica. Contemporaneamente ne vengono messi in cantiere altri 20 nel villaggio di Sundorpur. Altri interventi verranno effettuati per la sistemazione dei locali del boarding scolastico di Moeshpur per il rifacimento e la rimessa a nuovo delle camerate in cui vivono i ragazzi. Vengono anche sostituiti i vecchi letti con nuovi in legno di mango, grazie all'aiuto dell'amico Gianni Damasceni, da diversi anni sensibile a queste problematiche.
Il 2010 è un anno importante per Mano Tesa al Bangladesh. Nasce infatti un nuovo importate progetto: "Operazione Acqua e Riso" con l'obiettivo di coltivare in modo diretto i campi e donare il raccolto alle famiglie che contribuiscono alla coltivazione.
Tutto ha inizio con non pochi dubbi sul funzionamento di un progetto che veniva sperimentato per la prima volta nell'intero paese. 30 famiglie aderiscono al progetto e si inizia nel primo anno con tre raccolti: 2 di riso e uno di patate. Grande la soddisfazione nel constatare i risultati a fine anno. Tutto ha funzionato al meglio e le famiglie coinvolte sono estremamente grate per quanto è arrivato sulle loro tavole grazie al progetto, ben 150 kg tra riso e patate per ogni famiglia. Per loro un grande , grande regalo. Ancora una volta gli amici di panoramio raccolgono i fondi per mandare avanti il progetto e a loro si unisce la donazione dei dipendenti COIN di Bergamo. I fondi permetteranno di aggiungere altro terreno per ampliare l'aiuto ad altre famiglie. Ma non solo: viene realizzata la prima casa donata ad una famiglia nel piccolo villaggio tribale di Biglupara e si si realizzano ancora 25 pompe per l'acqua in molti villaggi dell'area. Tutto questo non avviene casulamente ma dopo sopralluoghi e valutazioni di reale estremo bisogno.
GAP Panoramio e i dipendenti COIN di Bergamo si mobilitano negli ultimi mesi del 2011, per finanziare le risorse che serviranno per portare avanti il progetto per l'intero 2012. In tanti fanno pervenire la loro donazione e in tanti partecipano con spirito di grande umanità. Lo percepisco da quanto mi viene scritto e dal passaparola in direzione di altri amici. Ci sono Amici del progetto storici che non finirò mai di ringraziare e nuovi autori di pan che con entusiasmo si aggiungono. I fondi raccolti permettono di aggiungere altre famiglie nella coltivazione arrivando cosi a 62 nuclei famigliari ( circa 300 persone) che durante l'intero anno e grazie ai tre raccolti vedranno entrare nelle loro case 170 KG tra riso e patate ( complessivamente oltre 100 Quintali ). Viene costruita e donata ancora una nuova casa e ne vengono rimesse a nuovo altre in cattivo stato. Nel villaggio di Moeshpur vengono installate 6 nuove pompe e costruiti 3 gabinetti ad un nucleo di famiglie tribali Santal insediatesi da poco nell'area.
Arriviamo cosi negli ultimi mesi del 2012 e come tradizione si riparte
....perchè ancora si puo fare
....perchè ancora ci crediamo
...perchè ancora c'è bisogno di noi
...e noi ci saremo!
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